10/12/2007
Il lavoro corre...
Bianca nel post "Il futuro della formazionenel" presente nel suo blog http://biancaneve.myblog.it/
affronta l'argomento del lavoro in continua evoluzione. La nostra realtà, quella delle imprese corre veloce e questo presuppone che anche le competenze delle persone debbano correre velocemente. La formazione è un processo che accompagna le persone per tutto il corso della vita, si parla quindi di "formazione continua". L'dea che si deve sviluppare è quella che non si finisce mai di imparare, che è fondamentale mettersi sempre in discussione ed imparare a migliorarsi,sempre!
" La formazione è diventata, infatti, una leva organizzativa volta ad adeguare i comportamenti e le capacità delle persone alle esigenze dell'organizzazione di appartenenza, attraverso attivita di apprendimento in aula e fuori aula." Sono molto d'accordo su questa visione della formazione, ogni persona deve saper rispondere alle esigenze, in continua evoluzione, dell'organizzazione di cui fa parte e il formatore ha il compito di rendere ciò possibile.
Forse anche la scuola, a mio parere ancora troppo statica, dovrebbe cercare di avvicinarsi di più al mondo del lavoro, deve maturare, migliorarsi, "modernizzarsi".
23:38 Scritto da: cold_perfection | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Lavoro in gruppo
Il post di Silvia Gobbi "..meglio un lavoro individuale o un lavoro basato su gruppi di lavoro?.." http://silviagobbi.myblog.it/ mi ha fatto riflettere sulle difficoltà e sulle caratteristiche fondamentali dei gruppi di lavoro…
Oggi si sente sempre più spesso parlare di “gruppi di lavoro”. Nelle organizzazioni, il lavoro è svolto in gran parte dai gruppi. Si sta largamente sviluppando una forte tendenza verso una sempre maggiore partecipazione degli individui ai lavori in team.
Spesso, però, non è facile lavorare in gruppo e possono presentarsi numerose difficoltà.
In un gruppo ciascuno tende a vedere le cose secondo il proprio punto di vista e ad avere una propria visione sul modo in cui raggiungere gli obiettivi.
Un altro problema può essere quello della comunicazione tra i membri del gruppo. Il saper ascoltare le opinioni altrui e cercare di trovare dei compromessi può risultare spesso difficile.
A volte possono scatenarsi dei conflitti e delle tensioni, anche a carattere personale, che rischiano di compromettere il lavoro del gruppo.
Indispensabile , secondo me, è la figura di un coordinatore che aiuta un gruppo a progredire. Il “leader” ha il compito di mettere in atto un processo in cui lui è neutrale rispetto ai contenuti ma è il regista del meccanismo logico che porta i componenti a ragionare su quello che fanno e ad apportare i miglioramenti possibili.
Il coordinatore crea una procedura di lavoro ben strutturata che dovrebbe portare il gruppo, in quel lasso di tempo, a conseguire un determinato risultato.
Il lavoro di gruppo...una grande lezione di umiltà, di rispetto e di interesse verso l'altro.
00:50 Scritto da: cold_perfection | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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07/12/2007
partecipazione...
Ci si improvvisa cantanti, musicisti, scrittori, giornalisti…
L’ampia diffusione dei Blog e delle nuove tecnologie ha dato a chiunque la possibilità di salire sul palcoscenico e di partecipare all’informazione. L’avvento degli strumenti che permettono a chiunque di aprire canali Web di informazioni “deregolamentati” è stato un evento decisamente travagliato e pone molti interrogativi. Si sente spesso parlare di “giornalismo partecipativo”, ecco una semplice definizione ripresa da http://htt//it.wikipedia/wiki/Giornalismo_partecipativo :
“Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism o open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta dai nternet.”
Le notizie sono spesso raccontate con maggiore prontezza e soprattutto da chi le ha viste succedere. Tutto ciò può creare un’enorme confusione, le notizie arrivano spesso distorte e manipolate. Questo, però, accade anche con i professionisti. Le persone sono stanche di vivere in una campana di vetro senza conoscere ciò che succede al di fuori. L’informazione proposta dai diversi media non soddisfa il nostro bisogno e diritto di conoscere ciò che accade nel mondo. Forse il fenomeno di “improvvisazione giornalistica” nasce da una profonda sfiducia nei confronti del giornalismo professionale. Il professionista deve sapere verificare le fonti, girare per la strada, consumare la suola delle scarpe, fra le pubblicazioni più interessanti.
Gli assidui frequentatori della rete non devono sostituirsi ai giornalisti! Devono solo partecipare al dibattito, esprimersi e apportare le proprie informazioni.
15:35 Scritto da: cold_perfection | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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